L’etichettatura dei cosmetici tutela il consumatore, offre certezza giuridica al produttore e rafforza la credibilità del marchio. Vediamo che cosa deve essere obbligatoriamente presente in etichetta, quali regole si applicano nell’UE e quali errori compaiono più spesso nella pratica.
Per produrre cosmetici non basta avere una buona formula, una bella confezione e una profumazione gradevole. Se desidera immettere un prodotto cosmetico sul mercato, questo deve essere correttamente etichettato in conformità alla normativa europea vigente.
L’etichetta non è solo un elemento di design. È una parte importante della responsabilità normativa, della sicurezza e dell’affidabilità del prodotto.
Il consumatore vi cerca la composizione, la data di durata e il nome della persona responsabile del prodotto. Le autorità di controllo, a loro volta, verificano se il prodotto rispetta tutte le norme dell’UE — ed è qui che il marchio si trova per la prima volta nel punto in cui l’obbligo legale incontra la prima impressione visiva.
Per il produttore l’etichetta è uno spazio piccolo, ma molto importante. Deve comunicare chiaramente al cliente che cosa è il prodotto, come si usa, chi ne è responsabile, quale è la sua composizione, fino a quando è sicuro utilizzarlo e a che cosa bisogna prestare attenzione.
Nell’Unione europea, l’etichettatura dei prodotti cosmetici è disciplinata principalmente dal Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici. L’articolo 19 stabilisce quali informazioni devono figurare sul recipiente e sull’imballaggio di un prodotto cosmetico e prevede che tali informazioni siano indelebili, facilmente leggibili e visibili. L’elenco degli ingredienti deve essere espresso utilizzando le denominazioni comuni degli ingredienti riportate nel glossario di cui all’articolo 33; se non esiste una denominazione comune, si utilizza un termine tratto da una nomenclatura generalmente riconosciuta.
Perché l’etichetta non è solo design
L’etichetta deve avere un buon aspetto, ma prima di tutto deve funzionare correttamente. Deve essere conforme alla formula, alla valutazione della sicurezza, alla documentazione del prodotto e ai requisiti del mercato in cui il prodotto viene venduto.
«Una buona etichetta deve essere veritiera, leggibile, indelebile, visibile, comprensibile e conforme alla composizione del prodotto e alla normativa cosmetica.»
Che cosa deve contenere l’etichetta di un prodotto cosmetico
Un prodotto cosmetico correttamente etichettato deve contenere diverse informazioni obbligatorie. Alcuni dati aiutano il consumatore nell’uso del prodotto, altri sono importanti per la tracciabilità, la sicurezza e il controllo.
| Dato obbligatorio | Che cosa deve garantire il produttore | Nota pratica | Esempio in etichetta |
|---|---|---|---|
| Nome o funzione del prodotto | Deve essere chiaro di che tipo di prodotto si tratta. | Se ciò non risulta dalla presentazione del prodotto, occorre indicarne la funzione. | Crema viso idratante, Shampoo delicato, Scrub corpo, Siero viso |
| Nome o ragione sociale e indirizzo della persona responsabile | Deve essere indicata l’entità responsabile del prodotto. | Per i prodotti immessi sul mercato dell’UE, la persona responsabile deve avere sede nell’UE. | Produttore / persona responsabile: Nome dell’azienda, via, CAP, paese |
| Contenuto nominale | Si indica la quantità di prodotto al momento del confezionamento. | Più spesso in ml o g. | 50 ml, 100 ml, 30 g, 250 g |
| Data di durata minima o PAO | Il produttore deve definire il dato corretto in base alla durata del prodotto. | Data per una durata di 30 mesi o meno, PAO per durata maggiore, se pertinente. | Da consumarsi preferibilmente entro: 05/2027, 6M, 12M, 24M |
| Avvertenze particolari per l’uso | Devono essere riportate se necessarie o obbligatorie. | Dipende dal tipo di prodotto, dalla composizione e dalle modalità d’uso. | Solo per uso esterno. Evitare il contatto con gli occhi. Tenere fuori dalla portata dei bambini. Non applicare su pelle irritata. |
| Numero di lotto o riferimento | Deve consentire la tracciabilità del prodotto. | Importante in caso di reclamo, controllo o problema di sicurezza. | Lotto: 240501, Batch No.: HM0524, Lot: A125 |
| Ingredients | Elenco degli ingredienti secondo INCI o la nomenclatura comune degli ingredienti. | Si indica nel formato Ingredients: | Ingredients: Aqua, Glycerin, Cetearyl Alcohol, Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Parfum, Tocopherol. |
| Allergeni | Devono essere indicati se superano i limiti stabiliti. | Gli allergeni possono provenire anche da oli essenziali, composizioni profumate o estratti. | Linalool, Limonene, Citral, Geraniol, Citronellol, Coumarin, Eugenol |
Lo sapeva?
La data di durata minima si utilizza quando un prodotto cosmetico ha una durata minima di 30 mesi o meno.
Per i prodotti con una durata superiore si indica di norma un simbolo PAO, cioè il periodo di utilizzo dopo l’apertura, ad esempio 6M, 12M o 24M, se tale informazione è pertinente per il tipo di prodotto.
Contenuto nominale: quanta quantità di prodotto contiene la confezione
Il contenuto nominale è la quantità di prodotto al momento del confezionamento. Nei cosmetici è indicato più spesso in millilitri o grammi.
Esempi:
- 30 ml
- 50 g
- 100 ml
- 250 ml
Per confezioni molto piccole, prodotti monodose o campioni gratuiti, il contenuto nominale non sempre è obbligatorio. Tuttavia, il produttore deve distinguere tra il riempimento pratico e il dato riportato ai fini legislativi.
Nota per il produttore
Nel dosaggio dei prodotti, verifichi le tolleranze tecniche e le regole di controllo delle quantità. Per i prodotti preconfezionati nell’UE, esse sono disciplinate in particolare dalla direttiva 76/211/CEE del Consiglio, che stabilisce le deviazioni negative tollerate in funzione della quantità nominale del prodotto.
Ne deriva una regola semplice per il produttore: il contenuto nominale non deve essere una quantità stimata né un «riempito fino all’orlo». È un dato dichiarato preciso che deve basarsi sul processo di riempimento reale e corrispondere alla quantità di prodotto indicata in etichetta.
Ingredients: come indicare correttamente la composizione
L’elenco degli ingredienti di un prodotto cosmetico si indica nel seguente formato:
Ingredients: Aqua, Glycerin, Prunus Amygdalus Dulcis Oil, Cetearyl Alcohol, Parfum, Tocopherol, Linalool, Limonene.
La parola Ingredients: è importante e non viene tradotta: ha la stessa forma in tutte le lingue. È seguita dall’elenco degli ingredienti secondo il sistema INCI, ossia la International Nomenclature of Cosmetic Ingredients o le denominazioni comuni degli ingredienti utilizzate per l’etichettatura dei prodotti cosmetici.
Gli ingredienti si elencano in ordine decrescente in base alla loro quantità nel prodotto al momento dell’incorporazione nella formula. Gli ingredienti in quantità maggiore sono indicati all’inizio. Gli ingredienti con concentrazione inferiore all’1 % possono essere indicati in qualsiasi ordine dopo quelli con concentrazione superiore all’1 %.
Consiglio per i formulatori
Nel calcolo della composizione non è sufficiente guardare solo il nome commerciale della materia prima nel suo complesso. Molte materie prime cosmetiche sono miscele di più sostanze e, nella compilazione dell’elenco Ingredients, è necessario lavorare con i singoli componenti INCI.
Esempi tipici sono i sistemi conservanti, i solubilizzanti, gli emulsionanti, gli estratti vegetali in veicolo, i complessi attivi o le miscele commerciali che contengono più ingredienti INCI. Se una materia prima di questo tipo viene utilizzata nella formula, nell’elenco finale Ingredients non si indica il suo nome commerciale, ma i singoli componenti INCI secondo le regole di etichettatura.
Per ordinare correttamente gli ingredienti, è quindi necessario conoscere non solo il dosaggio della materia prima nella formula, ma anche la sua composizione interna. Il produttore dovrebbe basarsi sulla documentazione tecnica del fornitore, in particolare sulla specifica, sulla scheda tecnica, sul dettaglio INCI e sulle informazioni disponibili relative alla quota dei singoli componenti nella materia prima.
In pratica, ciò significa che se, ad esempio, si utilizza un 3 % di una miscela commerciale composta da più ingredienti INCI, ciascuno di questi può avere una quota reale diversa nel prodotto finito. Tale quota è rilevante per la corretta compilazione e l’ordinamento dell’elenco Ingredients.
Allo stesso tempo, non tutti i componenti presenti nella documentazione tecnica di una materia prima devono comparire automaticamente in etichetta. Le impurità nelle materie prime e le sostanze ausiliarie tecniche non presenti nel prodotto finito non sono considerate ingredienti ai sensi dell’articolo 19 del Regolamento 1223/2009. Nei casi limite, è opportuno basarsi sulla documentazione del fornitore e sulla valutazione della persona responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto.
INCI non è la traduzione della materia prima
Il nome INCI non è un nome commerciale, né un nome italiano, né una traduzione inglese. Si tratta di una nomenclatura standardizzata che consente di identificare lo stesso ingrediente in diversi paesi e lingue.
Per le materie prime di origine vegetale, il nome INCI deriva spesso dal nome botanico, quindi latino, della pianta. Pertanto, ad esempio, l’olio di mandorle non viene indicato come Almond Oil nell’elenco Ingredients, bensì come Prunus Amygdalus Dulcis Oil. Conta anche la parte di pianta utilizzata e la forma della materia prima.
- Oil
- Olio ottenuto dalla pianta senza ulteriore specificazione della parte utilizzata.
- Seed Oil
- Olio ottenuto dai semi della pianta.
- Leaf Juice
- Succo ottenuto dalle foglie della pianta.
- Flower Water
- Acqua floreale, spesso un idrolato dalla distillazione dei fiori.
- Extract
- Estratto della pianta ottenuto con diversi metodi.
- Butter
- Burro vegetale con consistenza solida a temperatura ambiente.
È consigliabile verificare le denominazioni corrette nel database CosIng o nel glossario aggiornato delle denominazioni comuni degli ingredienti della Commissione europea. CosIng consente di cercare i nomi delle sostanze secondo la normativa cosmetica, i nomi degli ingredienti utilizzati a fini di etichettatura e anche i numeri CAS ed EC. Il database distingue tra voci attuali contrassegnate come active e voci storiche contrassegnate come not active.
Trattiamo questo argomento più dettagliatamente in un articolo dedicato: INCI, numeri CAS ed EC: come orientarsi negli ingredienti cosmetici.
I coloranti si indicano come numeri CI
I coloranti non vengono indicati nell’elenco degli ingredienti come «colorante rosa», «colore blu» o «pigmento rosso». Né si utilizza per essi il nome INCI nel senso della composizione. Per i coloranti cosmetici si ricorre alla designazione con un numero CI, ovvero un Colour Index number. Proprio il numero CI rappresenta la designazione standardizzata del colorante nell’elenco Ingredients.
Esempi:
| Nome comune del colorante / pigmento | Indicazione in Ingredients |
|---|---|
| Mica | CI 77019 |
| Diossido di titanio | CI 77891 |
| Ossido di ferro rosso | CI 77491 |
Parfum, Aroma e allergeni
La fragranza può essere indicata nell’elenco degli ingredienti come:
- Parfum
- Aroma
Il produttore può decidere se indicare la composizione profumata o aromatica con la denominazione generica Parfum o Aroma, oppure se elencare in modo più dettagliato alcuni componenti della fragranza. È tuttavia essenziale che gli allergeni obbligatori non vengano nascosti sotto la parola Parfum.
Se il prodotto contiene allergeni di fragranza regolamentati oltre i limiti previsti, questi devono essere indicati separatamente nell’elenco degli ingredienti. Ciò vale per gli allergeni indipendentemente dalla loro origine, dunque non solo nelle composizioni profumate, ma anche negli oli essenziali o estratti vegetali.
% NOI: che cosa significa la quota di origine naturale
Nel settore cosmetico ci si imbatte sempre più spesso nell’indicazione % NOI, ossia la percentuale di ingredienti di origine naturale. Si tratta di un dato volto a mostrare al cliente quale parte del prodotto deriva da materie prime naturali o di origine naturale, secondo la metodologia di calcolo utilizzata.
Il NOI può essere un’informazione utile, ma il produttore deve usarla con cautela. Non è sufficiente riportare in etichetta un’alta percentuale di origine naturale senza chiarire secondo quale metodologia è stata calcolata né se il dato è dimostrabile.
Nel calcolo del % NOI occorre partire dalla composizione esatta della formula, dalla documentazione dei singoli ingredienti e dai dati forniti dai fornitori. Per le materie prime composte bisogna considerare da quali sostanze sono costituite e quale parte di esse può essere considerata naturale o di origine naturale secondo un determinato standard o metodo di calcolo.
È importante distinguere tra un’affermazione sull’origine naturale e un cosmetico naturale o biologico certificato. Un elevato % NOI di per sé non significa che il prodotto sia certificato BIO, organic, COSMOS Organic o secondo un altro standard certificato.
Nota pratica
Se il produttore indica in etichetta o nella comunicazione di marketing la percentuale di ingredienti di origine naturale, deve essere in grado di dimostrare tale dato. Il calcolo deve essere coerente, documentabile e basato sulla documentazione relativa agli ingredienti utilizzati. La norma ISO 16128-2 fornisce un quadro per determinare il contenuto naturale, di origine naturale, organico e di origine organica dei prodotti cosmetici, ma non disciplina la comunicazione del prodotto, le affermazioni in etichetta né i requisiti normativi per i cosmetici.
Icone e loghi in etichetta: Leaping Bunny, Ecocert, COSMOS e altri
Sulle etichette dei cosmetici compaiono spesso vari simboli, loghi e marchi. Alcuni sono semplici icone grafiche, altri rappresentano certificazioni indipendenti o standard verificati. Per il produttore è importante sapere che un logo di certificazione non può essere aggiunto all’etichetta solo perché si adatta al design o ispira fiducia.
Quando un cosmetico può essere definito BIO
In ambito cosmetico occorre distinguere tra l’impressione generale data dal marketing e l’etichettatura certificata. Il produttore non dovrebbe usare liberamente la parola BIO o organic solo perché il prodotto contiene un olio vegetale, un estratto o ingredienti dall’aspetto naturale.
Affinché un prodotto possa riportare il logo di un organismo di certificazione, deve rispettare le regole dello standard specifico e superare un processo di certificazione.
Nella certificazione di prodotti cosmetici organici e naturali si valutano, ad esempio, i seguenti aspetti:
- Origine e qualità degli ingredienti.
- Quota di ingredienti di origine naturale.
- Quota di ingredienti organici.
- Sostanze consentite e vietate.
- Processo di produzione.
- Imballaggio.
- Etichettatura del prodotto.
- Documentazione e tracciabilità.
In pratica, ciò significa che il produttore non può utilizzare un logo di certificazione se non dispone di una certificazione valida. Allo stesso modo, non dovrebbe dare l’impressione di un cosmetico BIO certificato se il prodotto soddisfa solo criteri interni o di marketing del marchio.
La certificazione non è la stessa cosa di un’icona propria
In etichetta può comparire anche un’icona grafica propria, ad esempio «vegan», «natural», «handmade» o «eco packaging». Tali indicazioni devono comunque essere veritiere, comprensibili e non fuorvianti.
| Tipo di indicazione | Che cosa significa |
|---|---|
| Certificazione indipendente | Il prodotto o il marchio sono stati sottoposti a verifica secondo le regole di un organismo specifico. |
| Icona propria del marchio | Si tratta di un’indicazione informativa o di marketing del produttore, che deve essere veritiera e dimostrabile. |
| Simbolo grafico privo di certificazione | Può agevolare l’orientamento, ma non deve creare una falsa impressione di certificazione. |
Se l’etichetta contiene simboli che richiamano delle certificazioni, il produttore deve avere chiaramente documentato che cosa significano e in base a che cosa li utilizza.
Un codice QR può sostituire i dati obbligatori?
Un codice QR può essere un ottimo complemento dell’etichetta. Può rimandare a informazioni approfondite sul prodotto, spiegazioni degli ingredienti, istruzioni, video, indicazioni sul riciclo o altri materiali informativi.
Non dovrebbe però essere considerato una semplice alternativa alle informazioni obbligatorie.
Le informazioni obbligatorie devono essere accessibili nel modo richiesto dalla normativa cosmetica. Se per motivi pratici non è possibile riportare direttamente determinate informazioni, queste possono figurare, ad esempio, in un foglietto illustrativo allegato o fissato, in un’etichetta aggiuntiva, una fascetta, un cartellino o una scheda.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Un codice QR può integrare l’etichetta? | Sì. |
| Un codice QR può sostituire tutte le informazioni obbligatorie? | In linea generale no. |
| Un codice QR può essere utile per il cliente? | Sì, soprattutto per le informazioni aggiuntive. |
| Le informazioni di base devono essere disponibili fisicamente? | Sì, secondo le regole di etichettatura. |
Errori più comuni nell’etichettatura dei cosmetici
I produttori sbagliano più spesso nei dettagli che, tuttavia, possono rivelarsi molto importanti in sede di controllo o di vendita.
- Uso di nomi italiani o di marketing al posto delle denominazioni INCI.
- Mancata indicazione di Ingredients:
- Ordine errato degli ingredienti.
- Calcolo errato della composizione per le materie prime costituite da più componenti INCI.
- Inserimento del nome commerciale di una materia prima composta al posto dei suoi singoli componenti INCI.
- Allergeni non indicati.
- Uso della parola Parfum senza la verifica degli allergeni.
- Numero di lotto mancante.
- Persona responsabile non chiaramente identificata.
- Caratteri troppo piccoli o illeggibili.
- Uso di un logo di certificazione senza una certificazione valida.
- Uso libero delle parole BIO, organic, natural o eco senza una base chiara.
- Indicazione del % NOI senza una metodologia di calcolo chiara o senza la documentazione dei fornitori delle materie prime.
- Confondere un’elevata quota di origine naturale con un cosmetico certificato BIO o organic.
- Informazioni obbligatorie accessibili solo tramite codice QR.
- Affermazioni che appaiono terapeutiche o fuorvianti.

Checklist prima della stampa dell’etichetta
Formula e composizione
- La formula finale è già stata chiusa?
- Tutte le denominazioni INCI sono state verificate?
- L’elenco è riportato nel formato Ingredients:?
- Gli ingredienti sono ordinati correttamente in base alla loro quota reale nel prodotto finito?
- Per le materie prime composte, i singoli componenti INCI sono stati ricalcolati secondo la documentazione del fornitore?
- Nell’elenco Ingredients non compare per errore il nome commerciale della materia prima al posto della sua composizione INCI?
- Sono state valutate correttamente anche le sostanze tecniche provenienti dalle materie prime?
Allergeni, coloranti e NOI
- Gli allergeni obbligatori sono stati calcolati e indicati?
- I coloranti sono indicati come numeri CI?
- Se il prodotto comunica il % NOI, questo dato è calcolato secondo una metodologia chiara?
- Il produttore dispone, per il % NOI, della documentazione dei fornitori delle materie prime?
- Il dato sull’origine naturale è chiaramente distinto da un’etichettatura certificata BIO o organic?
Informazioni obbligatorie sull’imballaggio
- È stata scelta correttamente la data di durata minima o il PAO?
- È indicato il contenuto nominale?
- È indicato il lotto?
- Sono indicati la persona responsabile e il suo indirizzo?
- Sono riportate le avvertenze necessarie?
Affermazioni e certificazioni
- Le affermazioni sulla confezione sono veritiere e dimostrabili?
- Non sono stati utilizzati loghi di certificazione senza autorizzazione?
Caratteristiche fisiche dell’etichetta
- L’etichetta è leggibile sull’imballaggio specifico?
- Le informazioni obbligatorie trovano fisicamente spazio sull’imballaggio?
- Non è necessaria un’etichetta multistrato, un cartellino o una scheda?
Conclusione
Un’etichetta corretta non è una formalità da aggiungere poco prima della stampa. È il risultato della formula, della valutazione della sicurezza, dei requisiti normativi, della soluzione di imballaggio e di una comunicazione responsabile.
Per il produttore un’etichetta ben preparata è al tempo stesso una tutela e un biglietto da visita della propria professionalità. Per il cliente è la prova che il prodotto ha un’origine chiara, una composizione, modalità d’uso e una persona responsabile.
Una buona etichetta non appare sovraccarica, non nasconde le informazioni importanti e non cerca di sostituire i fatti con belle icone. Una buona etichetta aiuta il prodotto a risultare affidabile e offre al cliente esattamente le informazioni di cui ha bisogno.
Domande frequenti
Che cosa deve contenere obbligatoriamente l’etichetta di un prodotto cosmetico?
Ai sensi del regolamento 1223/2009, l’etichetta deve riportare il nome o la funzione del prodotto, il nome e l’indirizzo della persona responsabile, il contenuto nominale, la data di durata minima o il simbolo PAO, le avvertenze particolari, il numero di lotto, l’elenco degli ingredienti nel formato Ingredients: e gli allergeni indicati oltre i limiti stabiliti.
Qual è la differenza tra la data di durata minima e il simbolo PAO?
La data di durata minima si indica se il prodotto ha una durata di 30 mesi o meno. Per durate superiori si utilizza di norma il simbolo PAO — il periodo di utilizzo dopo l’apertura (ad esempio 6M, 12M, 24M), se tale informazione è pertinente per il tipo di prodotto.
Come si indica correttamente la composizione nell’elenco Ingredients?
Gli ingredienti si indicano secondo il sistema INCI e sono ordinati in base alla loro quota nel prodotto al momento dell’incorporazione nella formula. Gli ingredienti in quantità maggiore vengono per primi. Gli ingredienti sotto l’1 % possono essere indicati in qualsiasi ordine dopo quelli sopra l’1 %. Per le materie prime composte non si indica il loro nome commerciale, bensì i singoli componenti INCI.
Posso etichettare un prodotto con la parola BIO o organic senza certificazione?
No. Il produttore non dovrebbe usare liberamente la parola BIO o organic solo perché il prodotto contiene un olio vegetale, un estratto o ingredienti dall’aspetto naturale. Per utilizzare il logo di un organismo di certificazione, il prodotto deve rispettare le regole dello standard specifico (ad esempio COSMOS, Ecocert) e superare un processo di certificazione.
Un codice QR può sostituire le informazioni obbligatorie in etichetta?
In linea generale no. Il codice QR è un complemento adatto per informazioni approfondite, istruzioni o indicazioni sul riciclo, ma le informazioni obbligatorie devono essere accessibili fisicamente — sull’imballaggio, su un foglietto illustrativo allegato, una fascetta, un cartellino o una scheda, secondo le regole di etichettatura.
Come si indicano i coloranti nell’elenco degli ingredienti?
I coloranti si indicano tramite il numero CI (Colour Index). La mica, ad esempio, è CI 77019, il diossido di titanio CI 77891, l’ossido di ferro rosso CI 77491. Nei cosmetici decorativi con più tonalità si può utilizzare la dicitura may contain o +/-.
Che cosa significa % NOI ed è possibile utilizzare questa indicazione in etichetta?
% NOI è la percentuale di ingredienti di origine naturale nel prodotto. Il dato può essere utilizzato se è calcolato secondo una metodologia chiara (ad esempio secondo il quadro della norma ISO 16128-2) e il produttore è in grado di documentarlo con la documentazione delle materie prime. Un elevato % NOI non significa però automaticamente un cosmetico certificato BIO o organic.








