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Emulsionanti in cosmetica
Nella preparazione di cosmetici che contengono sia acqua sia olio l’emulsionante è indispensabile. In cosmetica l’emulsione si forma più spesso nella produzione di creme, latti corpo, balsami e unguenti.
In condizioni normali le componenti oleose e quelle acquose non si mescolano tra loro. Sono proprio gli emulsionanti a permettere di ricavarne un’unica «massa compatta»: si tratta di sostanze che riducono la tensione superficiale e disperdono le goccioline di una fase nell’altra. Lo stesso risultato si ottiene anche con una semplice mescolatura, ma la fase acquosa e quella oleosa si separano quasi subito. Il compito degli emulsionanti è quindi anche rallentare il tempo necessario alla riseparazione delle due fasi, così da ottenere un’emulsione stabile. Ciò accade perché ogni molecola di emulsionante contiene due parti: una che si lega all’acqua e una che si lega all’olio. Scegliendo l’emulsionante giusto per il proprio cosmetico si ottiene quindi un’emulsione stabile e duratura.
Tipi di emulsione
Conoscere il tipo della propria emulsione è importante per scegliere l’emulsionante corretto. Si distinguono le emulsioni:
- O/W – olio in acqua, quando l’olio è disperso nell’acqua. Ne sono un esempio il latte corpo o una crema viso leggera. Lo svantaggio è che, per il maggiore contenuto d’acqua, queste emulsioni sono più facilmente aggredibili dai microrganismi, ma allo stesso tempo l’acqua produce un effetto rinfrescante sulla pelle. Per queste emulsioni sono indicati gli emulsionanti O/W, che di norma si distinguono per la buona spalmabilità del prodotto. Vi rientrano per esempio emulsionanti naturali come Glyceryl Stearate Citrate, Glyceryl Stearate SE, Sucrose Stearate, Montanov, Olivem, Beautyderm, PolyAquol-2W, Xyliance, Plantasens HE20 e altri; l’alcol cetearilico e l’acido stearico rientrano piuttosto tra i co-emulsionanti e gli stabilizzanti di consistenza.
- W/O – acqua in olio, quando è invece l’acqua a essere dispersa nell’olio. Ne sono un esempio unguenti più densi, balsami, creme notte e simili. Emulsioni di questo tipo sono più impegnative da stabilizzare rispetto alle O/W e le sostanze in esse contenute devono essere disperse in goccioline molto piccole. Per l’elevato contenuto di olio formano una pellicola più grassa sulla pelle, ma sono d’altra parte più resistenti ai microbi e all’acqua. Questo tipo di emulsione richiede emulsionanti W/O, il cui vantaggio è di essere delicati sulla pelle.
Tra gli emulsionanti naturali di tipo W/O rientrano per esempio la lecitina, il Glyceryl oleate e il PGPR (Neocare P3R).
Gli emulsionanti si possono suddividere anche in base al loro carattere ionico. La grande maggioranza degli emulsionanti naturali è non ionica. Esistono anche eccezioni anioniche, come il Sodium Lauroyl Lactylate. Gli emulsionanti naturali cationici sono molto rari; la loro funzione è svolta per esempio dai quat come il BTMS, che però non si annoverano tra gli emulsionanti naturali.
Consigli e trucchi per lavorare con gli emulsionanti
pH dell’ambiente. La maggior parte degli emulsionanti lavora bene nell’intervallo di pH 4,5 – 6, che è anche il pH più comune dei cosmetici. Se desidera lavorare con prodotti al di fuori di questi valori di pH, scelga un emulsionante che funzioni anche in quell’intervallo.
Quantità di olio nel prodotto. Anche la percentuale di oli e grassi nella composizione dell’emulsione può influire sulla scelta dell’emulsionante. Alcuni emulsionanti lavorano infatti meglio con un contenuto di olio più basso (5 – 15 %) nel prodotto, ad altri si addice invece una percentuale più alta (25 – 45 %), oppure valori intermedi.
Viscosità del prodotto. La funzione degli emulsionanti dipende anche dalla viscosità del prodotto. Per realizzare emulsioni molto fluide da vaporizzatore conviene scegliere emulsionanti pensati per questo scopo, e lo stesso vale nel caso opposto. Allo stesso tempo la viscosità (quanto sarà denso il prodotto) si può influenzare in parte proprio con l’emulsionante, modificando il rapporto tra fase oleosa ed emulsionante, il che può addensare il prodotto. Un effetto simile si ottiene aggiungendo addensanti adatti all’emulsionante scelto oppure cambiando il rapporto tra fase acquosa e fase oleosa nel prodotto.
Carattere della fase oleosa. Non tutte le sostanze che fanno parte della fase oleosa si comportano allo stesso modo con un determinato emulsionante. Alcuni emulsionanti lavorano infatti meglio con paraffine e oli siliconici (che però non sono sostanze ammesse nella cosmesi naturale), altri con i triacilgliceroli (i comuni oli vegetali).
Emulsionanti per processi a freddo e a caldo. La maggior parte degli emulsionanti sul mercato è destinata alla produzione di cosmetici a caldo. Il processo a caldo consiste nel riscaldare la fase acquosa e quella oleosa dell’emulsione a una temperatura data dal punto di stabilità di una delle materie prime oppure dalla temperatura adatta all’emulsionante, e nel mescolare successivamente le due fasi. Durante il raffreddamento è necessario mescolare il composto, più spesso con un mixer, per migliorare la dispersione delle goccioline di una fase nell’altra e formare un’emulsione stabile. Esistono anche emulsionanti per processi a freddo, che non richiedono il riscaldamento a temperature elevate per sciogliersi e potersi mescolare. È una soluzione utile se si vuole risparmiare energia per riscaldare le fasi, ma facilita anche il lavoro con ingredienti sensibili al calore.
Influenza sul colore e sul profumo del prodotto. Alcuni emulsionanti possono influire sulla colorazione o sul profumo del prodotto. Se desidera creme di un bianco candido, eviti gli emulsionanti dalla colorazione gialla troppo intensa.
Concentrazione dell’emulsionante. Nella descrizione dei singoli emulsionanti trova di norma le indicazioni del produttore sulla percentuale di emulsionante adatta al prodotto in questione. Alcuni emulsionanti sono già una miscela di più sostanze e ne basta quindi una quantità minore; altri devono invece essere usati in concentrazione più alta.
Compatibilità con gli altri ingredienti. Nella scelta dell’emulsionante adatto tenga conto anche degli altri ingredienti della formula. Alcune sostanze destabilizzano infatti le emulsioni ed è quindi necessario ricorrere a co-emulsionanti. Altri componenti abbassano invece la viscosità, cosa che si compensa con gli stabilizzanti.
Stabilizzanti e co-emulsionanti. A volte non basta l’emulsionante da solo e la formula richiede l’uso di un co-emulsionante che aumenti la capacità emulsionante, per esempio alcoli grassi o esteri. Oppure il prodotto richiede stabilizzanti che contribuiscono a una maggiore stabilità dell’emulsione.
Consistenza del prodotto finale. Gli emulsionanti influiscono anche sulla consistenza dei preparati cosmetici. Questa dipende da moltissimi fattori, perciò non è possibile dire in anticipo con certezza come reagirà un determinato emulsionante insieme alle altre materie prime della ricetta: di solito occorre verificarlo nella pratica.
Gli emulsionanti più utilizzati
Olivem 1000. Emulsionante naturale O/W, adatto a un ampio intervallo di pH 3 – 12, si aggiunge alla fase oleosa a 75 °C. Le sue proprietà migliorano con l’aggiunta dello 0,2 % di gomma xantana. Insieme a esso si possono usare anche co-emulsionanti come l’alcol cetilico e l’alcol cetearilico per addensare il prodotto. INCI: Cetearyl Olivate & Sorbitan Olivate. È adatto alla preparazione di creme e di emulsioni più dense.
Neocare P3R. Emulsionante naturale W/O adatto a creare emulsioni a viscosità molto bassa (fluide). Si presta sia al processo a caldo sia a quello a freddo e si scioglie nella fase oleosa. Richiede però una stabilizzazione con elettroliti – MgSO4, NaCl e altri. INCI: Polyglyceryl-3 Polyricinoleate, Polyglyceryl-3 Ricinoleate. Nel nostro assortimento lo trova sotto il nome Polyglyceryl-3 Polyricinoleate (PGPR).
Beautyderm K10. Beautyderm è l’alternativa al più costoso Olivem 1000. Si tratta di un emulsionante naturale O/W, solubile nella fase oleosa a 70 °C, con pH d’uso 2,5 – 7. INCI: Sorbitan Olivate, Cetearyl Glucoside, Cetearyl Alcohol. Lo apprezzerà nella preparazione di creme e latti corpo, ma anche di altri prodotti.
Lecitina. Un altro rappresentante degli emulsionanti naturali non ionici W/O è la lecitina. Per uso cosmetico si ricava più spesso dalla soia o dal girasole ed è solubile nella fase oleosa. La lecitina consente la formazione dell’emulsione, ma non addensa il prodotto: va quindi combinata con co-emulsionanti come l’alcol cetilico o cetearilico, oppure con la gomma xantana come addensante. Il vantaggio è che risulta delicata sulla pelle e la idrata; si usa in basse concentrazioni, fino al 5 %.
I fattori da tenere in considerazione nella scelta di un emulsionante non sono pochi, ma è proprio qui che si apre lo spazio per la Sua creatività. In generale vale che più componenti contiene il prodotto, più può essere impegnativo scegliere l’emulsionante adatto, ma non è impossibile. Basta un po’ di sperimentazione e con il tempo scoprirà da sé quale emulsionante Le si addice di più.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra un’emulsione O/W e una W/O?
Nell’emulsione O/W l’olio è disperso nell’acqua – tipicamente un latte corpo o una crema viso leggera; grazie al maggiore contenuto d’acqua ha un effetto rinfrescante, ma è più facilmente aggredibile dai microrganismi. Nell’emulsione W/O è invece l’acqua a essere dispersa nell’olio – unguenti più densi, balsami e creme notte; lascia una pellicola più grassa, ma è più resistente ai microbi e all’acqua. Ogni tipo richiede il proprio tipo di emulsionante.
A quale pH funzionano gli emulsionanti?
La maggior parte degli emulsionanti lavora bene nell’intervallo di pH 4,5 – 6, che è anche il pH più comune dei cosmetici. Se formula al di fuori di questo intervallo, scelga un emulsionante con una finestra dichiarata più ampia: Olivem 1000 copre il pH 3 – 12, Beautyderm K10 il pH 2,5 – 7. L’intervallo di pH adatto è indicato dal produttore nella descrizione del singolo emulsionante.
Quanto emulsionante va messo in una crema?
Si attenga al dosaggio percentuale indicato dal produttore per il singolo emulsionante. Alcuni emulsionanti sono una miscela di più sostanze e ne serve meno, altri richiedono una concentrazione più alta; la lecitina, per esempio, si usa in basse concentrazioni, fino al 5 %. Consideri anche la percentuale di olio nella formula: ad alcuni emulsionanti si addice il 5 – 15 % di olio, ad altri il 25 – 45 %.
Si può preparare un’emulsione anche senza riscaldare?
Sì. La maggior parte degli emulsionanti richiede il processo a caldo – la fase acquosa e quella oleosa si riscaldano, si uniscono e durante il raffreddamento si mescolano con il mixer –, ma esistono anche emulsionanti per processi a freddo, che non vanno sciolti. Si risparmia energia e si incorporano più facilmente gli ingredienti sensibili al calore. Un esempio è Neocare P3R (PGPR), adatto sia al processo a caldo sia a quello a freddo.



























































